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La Nautica sfida la crisi: dopo 20 anni una riforma per altri 39mila posti barca

fonte: www.termolionline.it   18/11/2013

 

TERMOLI. Il mondo della nautica è in fibrillazione, positiva però.

Il recente salone di Genova ha dato impulso a un settore che rappresenta le avanguardie del Made in Italy nel mondo e anche uno status symbol per l’economia mediterranea.

L’associazione di categoria, Ucina Confindustra Nautica, per voce del suo responsabile dei rapporti istituzionali Roberto Neglia, è stata in audizione in Parlamento, lo scorso 12 novembre, alla Commissione Lavori Pubblici del Senato, per dare il proprio contributo alla riforma della normativa di settore, la 84/94.

Insomma, dopo una vita ventennale, la legge di comparto necessita di una rivisitazione, anche perché gli scenari e il mondo economico e produttivo in questi 4 lustri è mutato radicalmente.

Per questa ragione, si cerca di guadare il periodo di crisi investendo sulla riqualificazione delle strutture esistenti, alcune completamente dismesse.

“Il    coinvolgimento    della    nautica    da    diporto    nella    Riforma    dei    porti    maggiori    può    solo    a    una    lettura    disattenta    apparire    secondario.    L’esperienza    di    altri    Paesi    e    di    alcune    realtà    come    Genova    conta    diversi    esempi    di    aree    portuali,     situate   nel   cuore   delle   città,   che   da   zone   sotto     utilizzate   sono     rinate   e   la   cui   riqualificazione   del    waterfront    è    diventata    l’elemento    di    traino    di    una    più    ampia    rinascita    cittadina.

Il     tratto   comune   di     questi     interventi     sta   nella   riappropriazione   pubblica   di     spazi     prima   preclusi,   che   vede  sempre  e    comunque    lo    sviluppo    del    turismo    nautico    in    prima    fila.

La    destinazione    al    diporto    delle    aree    dismesse    o    sottoutilizzate    dei    bacini    commerciali    è    infatti    lo    strumento    principe  attraverso    il    quale: creare    un    forte    indotto    economico    e    occupazionale; riqualificare    aree    che    si    trovano    incuneate    nel    cuore    storico    delle    nostre    città; dare    impulso    alla    nautica    con    la    creazione    di    ormeggi    a    costo    calmierato,    tanto    per    le    piccole    quanto  per  le    grandi    unità; completare    la    rete    infrastrutturale    per    il    diporto    del    Paese    senza    alcun    impatto    ambientale.

E’  appena    il    caso    di    ricordare    che:    la  nautica    proprio    grazie    all’indotto    generato    dall’uso    delle    imbarcazioni    è    capace    di    generare    moltiplicatori    del     reddito     e   dell’occupazione   rispettivamente   di   4,5   e   6,5,     a   fronte   di   una   media   di   2,5   e   1,8,     dell’intero    cluster    marittimo;  un      Marina       turistico       in       media       dà       complessivamente       90       posti       di       lavoro     -        di       cui       12       direttamente       alle    dipendenze      del    porto,    55    occupati    in     attività    inserite    nell’area    portuale    e    23    occupati    nel    territorio   – e,    secondo    il    Censis,    ogni    3,8    imbarcazioni    si    genera    un    posto    di    lavoro    nelle    attività    turistiche    e    nei    servizi;  la      spesa      media      del      diportista      sul      territorio      (depurata      dal      costo      dell’ormeggio)      secondo      l’Osservatorio    Nautico           Nazionale         è         circa         il         doppio         di         quella         effettuata         dal         turista         cittadino         (depurata         dal         costo    dell’alloggio).

Inoltre,      la      porzione      di      bacino      commerciale      trasformato      in      porto      turistico      non     si       presenta       solo      come    un’attività     economica   capace   di   produrre   direttamente   ricchezza   e   lavoro,   ma   nella   sua   funzione   più     vasta    di    supporto    all’economia    e    allo    sviluppo    sociale    del    territorio.

Lo   studio   sulla   portualità   effettuato   da   Ucina   ha   evidenziato   la   possibilità   di     realizzare   39.000   posti     barca    recuperando    le    porzioni    di    bacini    commerciali    attualmente    sottoutilizzati    o    dismessi.    Di    questi    13.500    sono    realizzabili    immediatamente,    senza    nessun    intervento    se    non    la    posa    di    pontili    galleggianti”.

Nelle tabelle allegate si far riferimento a coste regionali o interregionali e per quanto ci riguarda, in ensemble con Abruzzo e Marche, il Molise potrebbe contare su una filiera medio-adriatica di circa mille posti barca in più (divisi tra le tre regioni), di cui il 35% subito con la posa di pontili galleggianti, il 15% con l’esperimenti in tempi brevi con l’esperimento di alcune opere di infrastrutturazione o manutenzione e il 50% con opere di modifica dei bacini da realizzare in tempi lunghi.

 
ASSONAUTICA ITALIANA AL BIG BLU - Padiglione 7 n. C11

ASSONAUTICA ITALIANA, sarà presente al Salone della Nautica e del Mare di Roma BIG BLU con uno stand ubicato nel padiglione "7", n. C11.
La manifestazione si terrà presso la Nuova Fiera di Roma (via Portuense - direzione Fiumicino) Ingresso EST dal 18 al 26 febbraio 2012, con i seguenti orari:
Sabato 18 e 25:                        dalle 10.00 alle 20.00
Da Lunedì 20 a Mercoledì 22:  dalle 13.00 alle 19.00
Giovedì 23 e Venerdì 24:         dalle 10.00 alle 19.00
Domenica 19 e 26:                   dalle 10.00 alle 19.00

 
Cluster club: imprenditori a confronto

nauticoLa Camera di Commercio di Campobasso in qualità di Partner del progetto Cluster Club sta collaborando con il partenariato di progetto all’evento che si terrà durante l’11° Salone Nautico Internazionale di Venezia, il 20 aprile 2012 presso Parco San Giuliano (Venezia). Occasione di incontro tra i più prestigiosi marchi internazionali dei grandi yacht e della piccola nautica, il Salone Nautico è l’ideale cornice all’evento in quanto importante riferimento culturale ed economico per tutto il settore.

Con l’iniziativa si intende offrire la possibilità ad imprese dell’area adriatica che già operano o che vorrebbero operare nel settore della filiera nautica di conoscere altre imprese dello stesso settore con l’obiettivo di presentare e conoscere nuovi prodotti e servizi, esplorare nuove opportunità di business, trovare nuovi potenziali clienti e fornitori, trovare partner per joint venture e progetti di innovazione.

 
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